SALUTE

 Da mezzogiorno in poi il nostro metabolismo via via si addormenta e non brucia rapidamente ciò che ingeriamo, come fa invece benissimo nelle ore del mattino.

 La frutta soltanto a colazione e di un unico tipo per volta, mai  mescolare il frutto con con altri tipo di frutti, ciascun frutto ha un diverso pH (l’indice di acidità)

 La frutta va limitata a una sola porzione al giorno, esclusivamente alla colazione del mattino e mai a fine pasto perché in quel caso creerebbe la putrescina, proteina che, farebbe andare in putrefazione tutto ciò che è stato ingerito prima.

La frutta non va mai  consumata alla sera, men che meno se al termine di una cena ricca di carboidrati.

 Ad alzarci il colesterolo e a ingrassarci il fegato sono  soprattutto i carboidrati, gli zuccheri e la frutta in eccesso! 

Alla base di una sana alimentazione ci deve essere SEMPRE un elevato apporto di verdure, condita con pochissimo sale.

Consumare 4 porzioni al giorno di verdure, sia crude sia cotte.

 iniziate sempre, sia il pranzo sia la cena, con un’abbondante insalata prima della pietanza principale. Non dopo

Mangiate poi una seconda porzione di verdure come contorno, o dopo la pietanza, sia a pranzo sia a cena, per arrivare appunto alle quattro porzioni giornaliere.

L’altro grande aiuto che le verdure ci danno è quello di alcalinizzare l’organismo, ovvero di alzare il nostro pH, o indice di acidità. 

Perché più “acidi” siamo e più ci esponiamo al rischio di malattia.

Se un pH di 6 non è male (l’ideale sarebbe un pH di valore 7), un 5 o 5,5 rappresenta di certo un campanello d’allarme che va ascoltato.

L’acidificazione del tessuto connettivo – pH inferiore a 6 – è infatti l’anticamera dell’infiammazione cronica di basso grado (Low Grade Inflammation), che a sua volta può aprire la porta verso le peggiori malattie, sia quelle autoimmuni sia i tumori.

LAVARE SEMPRE LA VERDURA, con acqua e un po’ d’aceto o succo di limone

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  Una buon abitudine mattutina (a digiuno) è di bere mezzo limone spremuto in un bicchiere d’acqua non fredda, meglio ancora se tiepida.

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L'uovo contiene:

vitamina A, folati, selenio, fosforo, vitamine B5, B12, B2 e B6, vitamina D, calcio, zinco, vitamina K e vitamina E. Senza dimenticare i grassi “buoni. 

L'albumina, proteina del sangue  si trova soltanto nelle uova!

La diffusa vox populi in base alla quale le uova sarebbero le responsabili dell’aumento del colesterolo, più che una voce è un’autentica fandonia.

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Cipolle,porri,zucchine, radicchi, bietole, carciofi, cicorie,

spinaci e carote (senza abusare di queste ultime se tendete ad avere una glicemia alta).

Legumi:

Le proteine vegetali sono mille volte più salubri di quelle animali.

le batate vitamina A  (vista) hanno un basso indice glicemico, cucinate con la buccia ben lavata potrete anche beneficiare del cajapo, una sostanza naturale che regola la glicemia

Privilegiare il pesce; alici, sgombri, sardine  meglio se di piccola taglia (meglio
se pescati, non di allevamento),il pesce azzurro, cricchissimo di grassi benefici come gli
omega-3


Alga Kombu, detta “cavolo di mare”, che si presenta sotto forma di striscioline (tipo tagliatelle) o di foglietti. Ricca di vitamine A, B1, B2 e C, così come di potassio e fosforo, ci offre diversi benefici: 
rafforza il sistema immunitario, favorisce la circolazione sanguigna, grazie allo iodio
stimola il metabolismo aiutandoci a bruciare calorie e a digerire meglio, dà una valida mano allo stato di salute dei capelli, drena i liquidi dai tessuti, disintossica e depura.

In cucina insaporisce i piatti riducendo il ricorso al sale aggiunto. Ne basta pochissima – un pezzetto di 3 centimetri a testa da lasciare in ammollo per 12 ore – da utilizzare il giorno seguente per dare magari ulteriore sapore di mare a un risotto o ad altro. Le sole controindicazioni riguardano i soggetti con problemi tiroidei e le donne in gravidanza e
allattamento.

Le solanacee (peperoni, ai pomodori, melanzane e  patate) non possono essere un consumo quotidiano, ma saltuario perché sono molto acidificanti e ricche di poliammine.
Le patate gialle o bianche, troppo ricche di amidi e zuccheri.

Preferite piuttosto quelle a buccia rossa, o meglioancora quelle a polpa viola,
Non solo hannomeno amidi, zuccheri e calorie, ma sono ricchissime di antiossidanti utili
contro i radicali liberi.

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Meglio formaggi da latte ovino (pecora o capra).
Favorite la ricotta privilegiando quella di pecora o di capra, sia per gusto sia per salubrità e digeribilità.

Evitare formaggi cremosi, in vaschetta di plastica o in altra confezione, che sono
ricchi soltanto di panna e grassi saturi (il 90%)  

Se volete farvi un strappo di tanto in tanto andate al banco della gastronomia fatevi tagliare solo la dose giusta per lo “strappo”, evitando i formaggi già tagliati e
avvolti nella pellicola trasparente
Così facendo ne mangerete di meno; e perché quella plastica, a contatto con i grassi, ha la pessima abitudine di cedere al cibo gli ftalati, additivi chimici aggiunti proprio per rendere il cellophane più morbido e aderente. 
Ma di certo ben poco sano.

Evitare lo yogurt, per la sua elevata acidità, che va a sommarsi a quella già intrinseca
del latte vaccino. Senza dimenticare le aggiunte di coloranti, addensanti e dolcificanti;
e magari pezzi di frutta che alzano ulteriormente l’apporto glicemico.

Un piatto di pasta (meglio poca e senza glutine) e fagioli può essere per
esempio un ideale monopiatto, specie se a pranzo, dal momento che a cena è
meglio dimenticarsi dei carboidrati che innalzeranno la glicemia, daranno
picchi incredibili di insulina (fattore di crescita dei tumori) e renderanno il pH acido. 

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il glutine  questa proteina, soprattutto se innaturalmente potenziata, è la responsabile n° 1 di quello che ho già detto:
un “asfaltamento” del sistema immunitario. Nel senso che lo addormenta,
disinnescando il nostro sistema di difesa dalle peggiori aggressioni alle quali
possiamo andare incontro, tumori in primis.
 
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La carne di maiale,  la più malsana, in quanto di animali non solo onnivori (mangiano di tutto, davvero di tutto, anche i loro simili morti!) ma che non sudano, trattenendo quindi le loro tossine nella carne.

La carne può essere mangiata, ma alla rigorosa condizione di limitarla il più possibile;, significa una volta ogni 10-15 giorni e in dosi ragionevoli.
Occorre evitare invece sempre, quello sì, di mangiarla grigliata, incidenza di tumori all’apparato digerente.

 il consumo di carni e salumi (e formaggi), lo è anche la diffusione dei tumori al colon e in generale di quelli del tratto gastroesofageo.

 La carne, rossa o bianca che sia,  deve diventare un’eccezione saltuaria, da consumare poca carne
Mai e poi mai, però, può diventare un cibo quotidiano o plurisettimanale.

Preferire il tacchino rispetto al pollo, in quanto il primo è di norma molto meno manipolato. E meglio la coscia del petto

 LA bassa qualità delle carni degli allevamenti intensivi, spesso autentici lager in cui polli e tacchini vengono fatti crescere smisuratamente e artificialmente in tempi brevissimi e in condizioni deprecabili. O meglio, più che crescere dovrei dire “gonfiare”, risultato che si ottiene con mangimi “arricchiti” di ormoni ed estrogeni. Ma usando anche antibiotici, perfino scaduti.

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Oltre a sale e zucchero usati come conservanti, i chicchi di mais in scatola hanno la caratteristica di “decadere” molto velocemente, producendo funghi e muffe che vi
colonizzeranno poco piacevolmente il sangue.

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La vera “fabbrica” del colesterolo, e di quanto fa pericolosamente ingrassare il fegato, si trova infatti nei carboidrati e poco di meno nella “sanissima” frutta, soprattutto  se consumata in eccesso e negli orari sbagliati (di notte), e dopo aver mangiato carboidrati.

La maggior numero di crisi cardiache  si verifica nelle ore notturne.
La combinazione tra una grossa porzione di carboidrati a cena (la pasta o la pizza) e una successiva porzione di frutta o, ancor peggio, di un dolce, può far schizzare alle stelle il
picco glicemico (lo zucchero nel sangue), oltre a formare la “bolla gastrica”
che comprime a livello cardiaco, con la conseguente sensazione di un attacco
cardiaco in arrivo o di una vera fibrillazione atriale. 
Se poi aggiungiamo a questo menù serale gli zuccheri contenuti in una birra o in una bibita gassata, il patatrac è fatto.

La putrescina, composto chimico organico del gruppo delle poliammine che, oltre a far marcire tutto ciò che si trova “là dentro” in quel momento, ve lo conserverà “in caldo” per le ore notturne. Favorendo così l’acidificazione e la crescita tumorale.




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